Se usiamo spesso una serie di comandi complessi con minime variazioni è utile definire un nuovo, breve, comando “personalizzato” che agisca come una macro, che venga cioè sostituito, nelle parti invarianti, dalle istruzioni complesse che lo compongono. Chiarifichiamo con un esempio. Supponiamo di voler scrivere una derivata parziale. Il codice per ottenerla è:
\frac{\partial f(x,y)}{\partial x}
Possiamo definire un comando:
\parder{f(x,y)}{x}
che scriva la derivata parziale di f(x,y) rispetto ad x. Per fare questo si inserisce nel preambolo questa istruzione:
\newcommand{\parder}[2]{ \frac{\partial #1}{\partial #2} }
\newcommand definisce un nuovo comando, chiamato \parder, che richiede 2 operandi (nel nostro caso la funzione e la variabile rispetto alla quale derivare) e che verrà espanso nei comandi indicati nell’ultima parentesi graffa. Gli operandi sono indicati con #1,#2 e così via.
E’ possibile definire comandi senza operandi. Un esempio abbastanza comune è la d di differenziale che, tipicamente, deve essere scritta in stile normale e non in corsivo. Si può quindi definire il comando:
\newcommand{\dd}{\mathrm d}
che restituisce una d non in corsivo per indicare un differenziale. Ad esempio:
\dd f(x,y) = \parder{f(x,y)}{x} \dd x + \parder{f(x,y)}{y} \dd y
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